Perché cambiare ci fa paura?

Perché “quando tutto cambia, cambia tutto”, come il titolo del libro di Neale D. Walsh.

Ogni cambiamento impaurisce, e non parliamo solo di cambiamenti negativi ma anche di quelli positivi come cambiare lavoro, sposarsi ecc.

Perché?

La responsabilità va data al meccanismo della nostra mente, alla grande capacità del nostro cervello di simulare la realtà virtuale.

La monotonia, le abitudini, le tradizioni e i modi di “fare” ed “essere” ci danno tranquillità. E la tranquillità è per noi esseri umani una forma di bisogno essenziale. Ciò che è tranquillo è anche sicuro o meglio ci dà l’illusione che lo sia. Lo stesso Maslow, nella sua piramide dei bisogni, indica la sicurezza come la seconda categoria di bisogni essenziali per l’uomo.

La sicurezza ci viene tolta quando ci sentiamo minacciati su 3 aspetti: salute, casa, lavoro. Basta pensare agli ultimi anni dove la parola “crisi” era sinonimo di perdita di posti di lavoro e chiusura di attività, perdita della casa per via dei mutui troppo alti e forte ansia che minaccia la nostra salute.

Trasformarci significa uscire dalla nostra confort-zone (o zona di confort) e questo genera disagio e insicurezza. Pensiamo che cambiare, qualsiasi situazione e qualsiasi cosa, significhi porre “fine” a qualcosa, qualcosa che fino a ieri ci rendeva sicuri e tranquilli. Non pensiamo mail invece che il cambiamento può essere l’ “inizio” di qualcosa. Sicuramente finisce qualcosa ma per lasciare spazio a qualcos’altro di nuovo.

Ma non finisce qui. La nostra mente è il computer più veloce e performante al mondo, almeno per ora, e crea delle simulazioni di realtà in base a ciò che ci aspetta.

Il problema sta nel fatto che, nel simulare vari scenari di ciò che può accadere nel cambiare qualcosa, si basa su informazioni passate. Quindi la nostra mente apre cassetti archiviati del passato, cerca delle situazioni simili a quelle che percepiamo nel nostro presente e crea un’ipotesi di futuro basato su esperienze passate.

Il passato molto difficilmente si ripropone uguale nel presente, ma se noi utilizziamo l’archivio passato per stabilire cosa ci sarà nel nostro futuro …beh la risposta è semplice, ci sarà di nuovo un passato.

Per concludere, ogni pensiero genera emozioni e se i pensieri che ho riguardo al cambiamento sono negativi allora proverò ansia e paura. Vivrò male ogni cosa rimanendo sintonizzato su un’emozione creata su dati passati.

Può apparire molto astratto questo discorso ma vi invito a pensare a quante volte avete avuto paura di un cambiamento (privato e lavorativo) e quante volte realmente quelle paure si sono manifestate nella vostra vita.

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