Le basi scientifiche della fiducia

La fiducia, in qualsiasi forma la si intenda, è alla base della vita sociale di ogni persona. La parola significa “affidare e affidarsi” e comprende in sé implicitamente la volontà e il rischio.

La fiducia è la volontà di rendersi vulnerabili agli altri” ( Hong e Bohnet 2007) e implica dunque la volontà di un persona di affidarsi a qualcun’altra e il rischio di essere “colpiti” dalla stessa.

Resta il fatto che tutta la nostra vita si poggia sul senso di fiducia che riceviamo e che doniamo. Abbiamo fiducia che ci venga accreditato lo stipendio a fine mese, che al semaforo verde per noi le altre macchine si fermino, che il pane e il latte che compriamo siano genuini e non tossici per noi, che le persone che amiamo non ci tradiranno mai ….

Il cambiamento è un problema di fiducia

Così nella vita come nel lavoro, la fiducia determina i comportamenti delle persone con cui condividiamo il tempo passato insieme. Le neuroscienze stanno studiando oramai da anni le basi biologiche della fiducia e hanno trovato due variabili che spiegano come la fiducia si manifesta nelle persone.

  1. Base culturale, il livello di fiducia che concediamo è fortemente influenzato dal contesto sociale e culturale in cui nasciamo e viviamo. Ha dunque un’origine educativa e questo vale anche per i sistemi aziendali dove le persone che compongono le organizzazioni stabiliscono come, quando e dove dare fiducia. Esistono dunque regole culturali che assimiliamo inconsapevolmente e che influenzano il nostro comportamento fiduciario.  
  2. Base biologica, universale e presente in ogni essere umano a prescindere dal contesto culturale. Parliamo dell’oxytocina ( detta anche l’ormone della fiducia) che produciamo in maniera esponenziale ogni volta che una persona ci offre un atto di fiducia ad es. ci offre aiuto volontariamente e in modo disinteressato (pensiamo ad un soccorso stradale tra automobilisti). L’oxytocina è l’ormone che ci spinge alla coesione sociale e ci spinge verso gli altri. Ciò che le neuroscienze hanno scoperto è che, sia che offriamo fiducia sia che ci venga data, la produzione di questo ormone aumenta come risposta biologica al contesto in cui ci troviamo. Oltre a ciò l’oxytocina disattiva i circuiti della paura a vantaggio della collaborazione umana.

Quindi la fiducia mitiga gli effetti della paura e aumenta la voglia di unirsi al gruppo anche quando questo comporta un rischio“. ( Freedman e Ghini 2010)

La fiducia porta al successo

Concludiamo affermando che la fiducia è il driver che più influenza l’efficacia di un team di lavoro tanto da influire sul 45% degli indicatori vitali che producono performance in un gruppo*.

Lo stesso Patrick Lencioni definisce l’assenza di fiducia come la principale disfunzione del lavoro di team**

Tutto questo ci porta a pensare a quanta poca attenzione si pone in azienda sul concetto di fiducia: parola molto usata ma spesso priva di valore perché non percepita realmente dalle persone.

Per concludere, riteniamo che oggi più di ieri, le aziende debbano monitorare e confrontarsi con il clima di fiducia o sfiducia all’interno della stessa organizzazione per poter realmente influire su una delle aree interne più strategiche che stabiliscono il risultato finale tra chi cambia e chi è cambiato dal mercato.

Vi ringrazio per l’attenzione

Katia Remondi

 

*Riferimento parametri Vital Signs Assessment

** P. Lencioni “La guerra nel team”