L’attenzione selettiva

Se presti attenzione solo alle cose che non vanno, non vedi tutto il resto.

Ogni persona ha i propri filtri cioè il modo in cui vede le cose. Per dirla con un termine pnlistico , ogni persona ha le sue mappe cioè i suoi paradigmi che determinano il suo punto di vista.

Qualsiasi cosa noi vediamo della realtà è qualcosa che è dentro di noi.

Ma che cos’è una mappa? Gli organi di senso sono i nostri filtri del mondo ma sono limitati cioè non processano tutte le informazioni che ci arrivano ma le selezionano. Oltre a questi filtri sensoriali abbiamo anche filtri culturali, famigliari ed esperienziali, l’insieme delle nostre esperienze di vita.

L’insieme di questi filtri creano le nostra mappe (un personale navigatore interno) che ci guidano nella realtà ( territorio) che spesso è sconosciuto ( nuove situazioni). Il modo in cui vediamo le cose intorno a noi è solo dunque una visione parziale e deformata del territorio ( della realtà in cui siamo)

La mappa è dunque una strategia – come facciamo le cose – e spesso le persone diventano le loro mappe cioè ne prendono l’identità. Esempio: io sono capace ( ho le competenze) per andare in barca a vela quindi sono uno skipper ( creazione di identità).

Vi proponiamo un esempio di attenzione selettiva dove potrete sperimentare i “limiti di una mappa” 

Guadate il video e contate il numero di passaggi dei ragazzi con la maglietta bianca:

I passaggi sono n.13 ma subito dopo lo speaker vi chiede se avete notato l’uomo vestito da orso che cammina in mezzo ai ragazzi.

Questo ci dimostra come la nostra attenzione selezioni in maniera accurata le parti di realtà da osservare ignorando tutto il resto.

Quante cose non vediamo ogni giorno? quante cose non stiamo vedendo di una situazione difficile che ci potrebbe fornire la soluzione?

Grazie e buona giornata